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La storia

Corre l’anno 1963 e qualcosa di nuovo sta per nascere nella nostra cittadina: un gruppo di Alpini.

Un gruppo Alpini è un insieme di persone che avendo militato nel corpo degli Alpini sentono il desiderio di ritrovarsi in un’associazione, per rivivere quelle sensazioni provate sotto la “Naja” dove hanno vissuto sentimenti di alta umanità e amicizia in nome di un dovere compiuto in modi a volte anche tragici come la guerra.

L’obiettivo è quindi quello di riunire questi valori, ancora fortemente vivi nei cuori degli Alpini cesanesi e di tutti i numerosi immigrati provenienti da varie parti del nord e del centro Italia che, per motivi di lavoro, hanno raggiunto Cesano portando con sé il caro Cappello Alpino. Tutto questo è rafforzato dal desiderio di voler apporre sul cappello del monumento del paese, dedicato alla memoria dei caduti di molte guerre, la tipica “Penna Alpi

na”.
La spinta arriva dal Sindaco di allora, l’Onorevole Mario Vaghi, appassionato di montagna e socio del C.A.I di Desio.

E’ l’artigliere Alpino Benedetto Zilioli, comandante dei Vigili Urbani che, incaricato dal Sindaco, reperisce i soci che daranno vita al nuovo gruppo. Zilioli affiancato da Roberto Polonia, un giovane da qualche anno in congedo, individuerà una ventina circa di Alpini, qualcuno già iscritto a gruppi del circondario, che andranno a formare il gruppo dei ”Soci fondatori” del nascituro gruppo Alpini di Cesano Maderno.

Il gruppo viene posto sotto la giurisdizione della sezione di Milano dalla quale dipenderà (e dipende tutt’ora). Una sezione importante, diretta allora, da una figura mitica della storia degli Alpini, il Colonnello Dante Belotti già comandante del Battaglione Edolo nella ritirata di Russia.

Si arriva così al 12 maggio del 1963, una giornata di sole accoglie i molti Alpini presenti che sfilano dal Palazzo Comunale fino alla Chiesa Parrocchiale per la S. Messa concelebrata dal Parroco Don Emilio Meani e dal Cappellano della Sezione di Milano Padre Beniamino. 
Segue poi la benedizione del Gagliardetto del nuovo gruppo portato dall’Alfiere Alpino Giuseppe Ghirardi e scortato dalla madrina Sig.ra Mariani-Martinelli, sposa di un caduto nella guerra di liberazione a Cesano Ma
derno.
Davanti al monume
nto ai Caduti il Sindaco Vaghi pronuncia un acceso discorso che inciterà il novello gruppo e allo stesso tempo inviterà la popolazione a 
sostenerlo. All’evento partecipano anche la fanfara Alpina “La Baldoria” di Busto Arsizio, il coro Amici del Canto di Cesano Maderno e un nutrito gruppo di Mutilatini di Don Gnocchi della casa di Inverigo.  La cerimonia si conclude con la posa della “Penna Alpina” sul cappello dell’Alpino raffigurato sul Monumento da parte del più giovane Alpino del gruppo, Giuseppe Zilio.

Incomincia così la vita del gruppo, ora occorre una casa o una sede, il comune assegna un locale nel palazzo dell’ex Cinema Combattenti in piazza 25 Aprile, un locale senza servizi né utenze. Lì ci si ritrova una sera a settimana, durante questi incontri è nominato il primo consiglio direttivo così composto: Benedetto Zilioli capogruppo, Don Emilio Meani cappellano, Roberto Polonia vice capogruppo, Vincenzo Costa cassiere, Franco Vimercati cassiere, Giuseppe Ghirardi alfiere di gruppo.

L’attività del nuovo gruppo sarà da adesso legata ad ogni manifestazione cittadina, sezionale o nazionale. Nel frattempo l’impegno sarà rivolto alla ricerca di nuovi Alpini da immettere nel gruppo, la zona Molinello è terreno fertile per questa ricerca, ma anche altre frazioni non sono da meno. Il gruppo assume di giorno in giorno dimensioni sempre più interessanti. Incominciano purtroppo anche le dipartite verso il Paradiso degli Alpini, il primo socio del Gruppo ad “andare avanti” è Fenotti Ferrante; di contro però molti nuovi elementi e parecchi giovani entrano a far parte del gruppo che nel frattempo ha trovato casa presso la trattoria Fratelli Longoni nel rione Liate. Qui la consistenza del gruppo raggiungerà il suo apice con quasi cento soci, ai quali si aggiungono i primi simpatizzanti affettuosamente chiamati Amici degli Alpini. In questo periodo il consiglio assume una conformazione più specifica e dettagliata, anche secondo le direttive sezionali in piena espansione. Roberto Polonia viene nominato capogruppo e manterrà questa carica per molti anni, sino a quando verrà chiamato in seno alla sezione con incarichi sempre più impegnativi ed importanti.

Innumerevoli sono le occasioni durante le quali gli Alpini danno dimostrazione di alto spirito di solidarietà verso le popolazioni colpite da grandi tragedie naturali. Sarà il Friuli che, sconvolto da un terribile sisma devastante, chiamerà a raccolta tutti i soci per aiuti finanziari e per un’opera materiale d’intervento sui luoghi disastrati. Il nostro gruppo per due settimane sarà nel campo di lavoro di Maiano e in quello di Forgaria per prestare aiuto nel periodo post terremoto per la ricostruzione delle case colpite.

In seguito alla creazione della Protezione Civile nazionale alcuni soci e amici del gruppo frequentano il corso regionale per ottenere il patentino di soccorritore di P.C.. Il terremoto in Irpinia e in Molise, le alluvioni in Valtellina, in Piemonte, in Versilia, in Val D’Aosta e l’intervento sul Monte Grappa, vedono presente questi uomini assieme ad altri soci del gruppo. 
xGli interventi di bonifica e pulizia dei fiumi della Brianza (Lambro, Seveso e altri ancora) sono un altro banco di prova per questi generosi volontari diretti dall’allora coordinatore del nucleo di P.C. sezionale Roberto Polonia.

Intanto il gruppo cresce e migliora qualitativamente, alle cerimonie celebrative cittadine è sempre in prima fila con un servizio che spazia da quello di rappresentanza, a quello d’onore, a quello per la sicurezza stradale in manifestazioni sportive. Cambiano anche le ubicazioni delle sedi sociali del gruppo, dal rione Liate si passa al centro città presso il bar tabaccheria “Severino Giussani” e successivamente in Via Solferino presso la sede del Club Alpino Italiano, con il quale si condivide il comune amore ed interesse per la Montagna.


Nel frattempo pur non disdegnando impegni associativi e civici, matura nel nostro gruppo un’idea, quasi un sogno, cioè quello di avere una casa tutta nostra dove vivere la nostra vita associativa. 
Ci viene in aiuto l’amministrazione comunale proponendoci in comodato d’uso alcuni locali posti nella pertinenza di Piazza Esedra di Palazzo Borromeo. E’ un luogo fatiscente, privo di servizi e in completa o quasi fase rovinosa. Bisogna rimetterla in sesto, non ci spaventiamo, abbiamo tra i nostri soci dei veri maestri del mestiere, e cosi dopo alcuni anni di duro lavoro ed impegno, ecco la casa per noi Alpini, bella e funzionale, posta in zona centrale e dietro il nostro caro Monumento all’Alpino.

Il gruppo ha sempre più voglia di crescere e di essere presente, così i normali impegni non bastano più e allora si cercano nuove spinte e nuove sfide. La Solidarietà diventa l’obiettivo primario, si organizzano manifestazioni sportive per contribuire all’acquisto di strumenti destinati a persone disabili e per dare un aiuto ad organizzazioni come il “Comitato Maria Letizia Verga” per la cura della Leucemia infantile.

La connotazione della manifestazione sportiva varierà negli anni, dall’”Alpin bike” fino all’attuale Stracada organizzata sotto l’egida della FIASP (federazione italiana amatori sport per tutti). L’intento è quello di supportare associazioni di impegno sociale quali la cooperativa “Il Seme”, che cura ragazzi diversamente abili. La manifestazione di anno in anno raggiungerà dimensioni sempre più consistenti sino ad ottenere il riconoscimento della federazione quale miglior manifestazione sportiva del settore per l’anno 2010.

Un’altra forma d’impegno è la giornata del “Banco alimentare” che promuove la raccolta di derrate destinate alle famiglie più bisognose. Il gruppo, negli anni passati, ha anche partecipato all’iniziativa denominata “Una mela per la vita” a favore dell’associazione ”AISM” che ha a cuore i malati di sclerosi multipla.

Tra le iniziative di solidarietà e di costante impegno che hanno caratterizzato il nostro gruppo, molte non trovano spazio in queste righe, la partecipazione alla raccolta fondi destinati alla costruzione di una casa domotica, da mettere a disposizione all’Alpino Luca Barisonzi, rimasto gravemente ferito in Afganistan, esprime in pieno il senso di quello che facciamo, del nostro essere gruppo, del nostro essere Alpini sempre, ieri e oggi.


Siamo giunti così a celebrare i quasi cinquant’anni della nostra vita. Negli anni abbiamo avuto tante soddisfazioni grazie alla stima, al supporto e all’affetto della gente. Ci auguriamo di poter continuare così per almeno altri cinquant’anni, siamo pronti ad accettare nuove sfide e nuovi impegni senza dimenticare mai i nostri valori, ma soprattutto il nostro passato, tutto il segreto sta nel nostro motto “Aiutare i vivi senza dimenticare i morti!”




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